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Via le mani!
Violenza sessuale
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Violenza sessuale

Violenza sessuale – Abuso sessuale – Via le mani!

Ti senti gli occhi addosso quasi come se ti stessero spogliando con lo sguardo. Sei in imbarazzo.

“Hai proprio un bel culo. Davvero invitante.” Questo non lo vuoi.

“Hai un seno eccezionale, me lo fai toccare?” Queste parole ti danno fastidio.

Vogliono provarci con te e allungano le mani. “Siediti sulle mie ginocchia…” Tu non vuoi.

“Baciami, voglio dormire con te.” Hai paura e non vuoi.

“Dormi con me e ti comprerò qualcosa di carino.” Ti senti usata.

Qualcuno parlandoti ti mette in imbarazzo. Non riesci a sopportarlo.

TUTTO questo è violenza sessuale. Tutti, indipendentemente dall’età e dal sesso, possono diventare vittime di violenza. Si parla di violenza sessuale quando qualcuno si eccita facendo qualcosa contro la tua volontà.

BASTA, NON LASCIARE CHE CIÒ ACCADA! DIFENDITI E AIUTA GLI ALTRI A DIFENDERSI!

Breve definizione di violenza sessuale

Forme di violenza sessuale

Conseguenze della violenza sessuale

Chi può diventare una vittima?

Tutti! Giovani o anziani, grassi o magri, grandi o piccoli, maschi o femmine. Tutti rischiano di diventare vittime. La maggior parte delle volte gli abusi e gli episodi di violenza sessuale avvengono dentro le mura di casa. Non è tanto lo “straniero cattivo” ad essere il carnefice, ma il più delle volte sono i familiari o i conoscenti stretti. Entrambi i sessi possono essere colpiti, ma statisticamente sono più le ragazze e le giovani donne ad essere vittime. Le ragazze spesso subiscono violenza sessuale in famiglia – principalmente da parte del padre, dallo zio o dal fratello – o nei rapporti con un partner o ex partner.

Il “Codice Rosso”

SE HAI VISSUTO EPISODI DI VIOLENZA SESSUALE IN FAMIGLIA O SE SEI STATO VIOLENTATO, IN QUALUNQUE CASO NON ACCETTARLO! CERCA E ACCETTA AIUTO E SOSTEGNO!

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Rompere il Silenzio

Contesto

Gli abusi sessuali sui minori avvengono in tutti i Paesi del mondo e sono un problema che coinvolge tutte le classi sociali. Come testimoniano le statistiche sono più frequenti in famiglia e nella cerchia sociale più ristretta. Un numero di casi inferiore si verifica poi nella scuola, negli ambienti ecclesiastici, sportivi e così via, con significative variazioni da Paese a Paese.

Tuttavia nel complesso le cifre di questo dramma sono enormi. L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) stima che nella sola Germania siano un milione le ragazzine e i ragazzini che hanno patito, o tuttora patiscono, violenze sessuali. Se pensiamo alla popolazione di un’intera scuola, per esempio 1000 bambini o ragazzini, significa che oltre 50 di essi sono prigionieri di questo abisso: un numero impressionante.

In Austria e in Germania negli ultimi 10 o 15 anni il problema degli abusi sessuali è emerso con forza grazie a inchieste, commissioni di indagine, articoli e libri. Il dibattito su questo tema sta conquistando un po’ per volta una posizione centrale nella società, mentre nella prevenzione degli abusi e nell’atteggiamento verso le vittime e i colpevoli molte cose sono cambiate in meglio.

In Alto Adige, invece, per quanto riguarda la denuncia degli abusi sessuali sui minori c’è ancora molto da fare. La pressione sociale volta a mantenere una cappa di silenzio è elevata e sono poche le persone colpite che hanno il coraggio di esporsi e chiedere assistenza psicologica. Considerando i numeri enormi relativi ai Paesi confinanti è probabile che la quantità esigua di vittime che si rivolgono alle istituzioni competenti della Provincia autonoma di Bolzano e della Chiesa non rispecchi affatto la diffusione del fenomeno. Si può supporre che i casi sommersi siano moltissimi.

Quali risultati si propone di ottenere questo progetto?

Intervistando con delicatezza le persone abusate si punta a sensibilizzare la società nel suo insieme e a far maturare un’attenzione adeguata verso il problema che spinga a osservare più a fondo, a porsi le giuste domande e a concedere maggiore fiducia alle vittime. Per questo il film e il libro non si occupano dei colpevoli o delle singole istituzioni colpite dagli abusi sessuali, ma concentrano l’attenzione sulle vittime e sul loro percorso di elaborazione e di guarigione. Ascoltare semplicemente le persone colpite, restituire loro voce e dignità è un primo passo di estrema importanza sul piano sociale. Dai racconti risulta evidente quali effetti profondi producano gli abusi sessuali sull’intera esistenza delle persone e quanto sia lungo e faticoso il processo di guarigione. Come hanno fatto a elaborare esperienze così destabilizzanti, spesso quasi impossibili da descrivere, e a ritrovare la propria identità? Come sono riuscite a liberarsi del loro ruolo di vittime e condurre una vita nuova nel segno dell’autodeterminazione? Queste domande sono al centro del film e del libro. Il confronto con le eccezionali protagoniste e protagonisti di queste vicende infonde coraggio e accende la speranza che, nonostante gli abusi patiti, sia possibile arrivare a condurre una vita piena.

Un appello

Per il progetto cerchiamo altre persone che abbiano subito abusi sessuali e che siano disposte a raccontare la propria storia. Ci impegniamo a procedere con la massima cautela, in totale accordo e garantendo l’anonimato a chiunque lo desideri. Il tuo contatto: Georg Lembergh; Direttore di „Rompere il Silenzio“;
Tel: 0043 664 450 75 63 E-Mail: office@georglembergh.com

Altre offerte

Per tornare a casa in sicurezza: Taxi Rosa e Taxi per anziani

Link all’app “Sicherheitstipps für Gitschen”

Revenge porn

“Si riferisce alla condivisione non consensuale di materiale intimo. Il tutto viene accompagnato da un linguaggio denigrante nei confronti delle donne.
Dal materiale che abbiamo trovato ci sono ragazze di tutte le età, da sud a nord e di ogni estrazione sociale.
Nell’80% dei casi si tratta di autoscatti, il che ci indica che quella foto è tendenzialmente scattata in una relazione di fiducia con il partner, perciò il consenso è un concetto che va preso in considerazione se vogliamo parlare di revenge porn.”

Un video di Freeda.

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